
Sulle code del Kaiser
Metti insieme una gara di Coppa del mondo in Carinzia e il più grande discesista di tutti i tempi che, in seggiovia, ti racconta aneddoti degli anni ‘70. Un fine settimana a Bad Kleinkirchheim in compagna di Franz Klammer.
di Leonardo Zeduri
All’alba, le cime innevate delle Alpi che circondano il piccolo centro di Bad Kleinkirchheim si confondono con le nuvole di vapore termale. Sono il preludio di una giornata che sarà indimenticabile.
La cascata di emozioni era iniziata la sera precedente, quando ci siamo trovati a cena con “Kaiser” Franz Klammer. Le specialità carinziane si susseguono, mischiando sapori e profumi del tutto unici e la cena scivola via tra riflessioni che giocano con il tempo. Passato, presente e futuro sono malleabili nelle mani e negli occhi di Franz, dalle cui parole traspare la “genialità aristocratica” tipica dei campioni del suo calibro. Un’intelligenza applicata al suo mondo che esonda dal confine agonistico di una pista e lo ha portato “lontano” dalle discese a beneficio della sua regione, la Carinzia, della quale è orgoglioso ambassador.
Ma il meglio doveva ancora venire L’indomani, ritirata la nostra attrezzatura ai piedi delle piste, giunge finalmente il momento di stringere gli scarponi e di salire in seggiovia. La mattina è fresca, una patina di ghiaccio ricopre i rami degli alberi e i pendii di Bad Kleinkirchheim. Salendo in quota le nebbie si diradano e il sole fa capolino.
A fare da cornice alla nostra avventura c’è il caleidoscopico mondo della Coppa del mondo femminile che, proprio in corrispondenza della nostra visita a Bad Kleinkirchheim, fa tappa in Carinzia. Una discesa e un superG sono in programma sulla “Franz Klammer” la difficilissima pista dedicata al discesista medaglia d’oro ai giochi olimpici di Innsbruck del 1976 e campione mondiale di combinata a Saint Moritz nel 1974.
La prima discesa con il Kaiser è, letteralmente, straordinaria: le code di Franz non si vedono, puoi solamente ammirare la tecnica che sorregge una sciata magnifica, da lui stesso definita «molto diversa e molto più facile rispetto al passato. Sciare è come danzare, ma devi farlo in modo elegante».
Una piccola sosta a metà pista permette di prendere fiato prima di buttarsi nuovamente giù verso l’attacco degli impianti. L’adrenalina non si consuma e la salita in seggiovia con Franz ci regala la possibilità di conoscere meglio questo personaggio iconico. Consigli personali sull’utilizzo della sciancratura, pronostici sulla Coppa del mondo, emozioni vissute. Passato, presente e futuro. Franz Klammer si concede senza riserve fino a quando la seggiovia termina la sua corsa ed è di nuovo ora di lasciar andare gli sci.
Costeggiando la “Franz Klammer”ci passano a fianco le campionesse di oggi che, nonostante siano immerse nella più totale concentrazione durante la ricognizione, sciolgono la tensione scorgendo alle loro spalle proprio il personaggio a cui è intitolata la pista su cui si lanceranno, concedendo qualche sorriso carico dell’adrenalina preagonistica che il Kaiser ben conosce.
Per noi non c’è tempo di assistere alle prove perché Franz riprende la corsa. Salendo verso i 2.000 metri che sovrastano la vallata, Franz ci racconta la bellezza di questo territorio approfittando del panorama a 360 gradi per illustrarci il susseguirsi delle cime: un orizzonte frastagliato e dominato dal massiccio del Grossglockner.
Prima di pranzo c’è ancora tempo per godersi due discese in compagnia del campione e della sua magnifica tecnica: carvate e pieghe estreme che, alzando un pulviscolo nevoso, fanno da coreografia alla danza del fuoriclasse asburgico.
In vetta al Kaiserburg (2.065 metri) veniamo ospitati nella sala “Kaiser Franz Klammer” per un ottimo pranzo. Fotografie dei giorni passati, trofei e cimeli storici adornano questa sala per la quale Franz va giustamente orgoglioso. «Qua mi ospitano anche a dormire – ci racconta -. Le foto sono state scelte dai tifosi e ogni volta mi diverto molto nel rivederle. Alcune sono davvero buffe».
Il tempo si ferma ascoltando musiche tipiche della tradizione austriaca e sorseggiando una birra: l’atmosfera è carica di quella gioia tipica di quando si sta in compagnia e che «tra le mie montagne è d’obbligo provare».
Ci attardiamo nel rifugio. È ora di tornare alla base. Dalla vetta fino al fondo valle c’è ancora tempo per qualche lezione di sci che il nostro maestro d’eccezione amichevolmente ci regala.
Il week-end carinziano tuttavia ha ancora emozioni da offrire a noi italiani: lo strepitoso superG di Federica Brignone fa palpitare i cuori tricolori con un successo che si materializza nel bellissimo sorriso dell’atleta valdostana che, il giorno dopo, accompagna sul podio la trionfante Sofia Goggia e l’immensa Nadia Fanchini, rispettivamente prima e terza nella discesa. Una tripletta storica. Un cuore tutto azzurro che infiamma Bad Kleinkirchheim.
La Carinzia, la neve, le montagne, lo sci, Franz Klammer e le nostre azzurre: piccole, grandi istantanee di un fine settimana straordinario, che rimarrà nella nostra mente e nel nostro cuore. Per sempre.
Quattro chiacchiere con il kaiser
Franz, sei stato il più grande discesista di tutti i tempi. Quanto conta la tecnica e quanto la testa nell’affrontare i baratri di coppa?
«La tecnica è un aspetto marginale se la tua testa si lascia andare alla paura. Non è pensabile affrontare discese come quella di Kitzbuhel in modo razionale, altrimenti l’istinto lascia il posto alla prudenza e senza prendersi i propri rischi in discesa non si vince».
Che rapporto c’era tra voi campioni negli anni di Gustav Thoeni e Ingemar Stenmark?
«Eravamo davvero una grande famiglia. Passavamo insieme tutto l’inverno e ho un ricordo bellissimo di quegli anni, a prescindere dalle vittorie. Ricordo una volta in cui, nel trasferimento tra la Valle d’Isere e la Val Gardena, Gustavo e gli altri italiani a un certo punto fermarono il pullman perché conoscevano un ristorante buonissimo lungo la strada e quindi dovevamo per forza mangiare tutti assieme. Fu una grande festa».
Un sogno chiamato Carinzia
La Carinzia è la “sorpresa” che si schiude agli occhi oltrepassando il confine italiano di Tarvisio. La sorpresa della valle che si apre su Villach e Klagenfurt si accompagna alla meraviglia dei laghi ghiacciati che giacciono silenziosi. Ed è un posto magico per chi ama lo sci: i 103 chilometri di piste permettono di scoprire il dolce paesaggio dei monti Nockberge offrendo le condizioni perfette per grandi e piccini. Escursioni invernali che si snodano intorno alle località di Bad Kleinkirchheim, St. Oswald e Feld ma See, ciaspolate in compagnia delle guide e lo sci di fondo, con gli 8 chilometri di Bad Kleinkirchheim. Senza contare i due moderni centri termali, l’eccellente proposta gastronomica tipicamente locale e i caratteristici centri abitati. Il mix perfetto per chiunque abbia voglia di vivere una vacanza tra natura, sport e relax.