
Sole, Mini, neve… e sei in pole position!
Secondo voi cosa avrei mai potuto rispondere? CI SONO!
Mentre ero a Melbourne, in Australia, per il Gran Premio di Formula 1, ormai lontano fisicamente e anche mentalmente dalle mie amate piste da sci, convinto di aver chiuso la stagione invernale, ricevo una chiamata super interessante. Mi viene proposto, per la settimana successiva, di andare a Madonna di Campiglio per provare la nuova gamma Mini, con annessa la possibilità ovviamente di tirare due curve con gli sci. Non ho neanche fatto i conti con il fuso da rientro trasferta, praticamente ero già lì. Sì, lo so, sono fortunato, soprattutto quando si uniscono le mie due più grandi passioni, sci e motori.
Per la Milano-Campiglio mi hanno affidato una splendida John Cooper Works, rossa. Il top dell’essere Mini, con i suoi oltre 300 cavalli e quell’anima che ruggisce. Infilati gli sci, abbattendo il sedile singolo posteriore e dopo aver caricato tutto il necessario, via si parte!
Il sound si sente eccome e che goduria lo scoppiettio in fase di rilascio. Sono suoni che ancora fanno bene al cuore di chi ci è cresciuto in mezzo, ma ovviamente consapevole che con il motore Euro 6,4 si rispetta in pieno ogni discorso sulla sostenibilità. Certo, salendo verso le Dolomiti del Brenta, scenario con pochi uguali nel mondo, costeggiando il lago d’Idro, quando anche per solo gusto tiravo la leva del cambio per inserire il boost di 10 secondi, così da ingrassare il rombo del motore, pensavo, “caspita, ma poi là provo l’elettrica, uhm..”.
Non nascondo di essere uno ancora restio, incatenato al motore endotermico o ibrido e quindi mi avvicinavo alla meta combattuto in un mix di curiosità e perplessità. Appena arrivato e registrato, parte subito la prova, anche se, con le piste lì a tiro e il cielo di un azzurro che di più azzurro adesso c’è solo la Brignone, mi sarei fiondato subito a sciare, ma tempo al tempo.
La combinazione di sci e motori ha creato un’atmosfera, è il caso di dirlo, elettrizzante. Via allora con la Mini Cooper E/SE. Dopo aver ricevuto una breve introduzione sulle caratteristiche, è stato il momento di “scendere in pista”. Già, per raccontare le sensazioni, vorrei proporre un confronto sci/auto.
Immaginate di affrontare un tornante con la Mini, sentendo l’aderenza degli pneumatici sull’asfalto o anche là, dove abbiamo cercato e incontrato la neve, mentre il volante risponde con precisione ai vostri comandi. Ogni movimento è fluido e controllato, quasi come una bella carvata. Le traiettorie e i gesti sono simili: spigolo dentro, rilascio e spigolo, acceleratore, rilascio/freno e acceleratore. La sensazione di controllo e di libertà è simile a quella che si prova quando si scende lungo una pista perfettamente preparata aggiungendo il romanticismo del cuore che batte forte quando c’è quel pizzico di adrenalina.
Ogni curva tirata sulla neve con gli sci, si fonde con la precisione della Mini. Ehi però piano, è elettrica … vero… Beh anche lo sci si muove nel silenzio con l’unico sound della lamina che incide nella neve. “Calma caro elettrico, non mi corrompi così facilmente”, penso mentre imbocco una strada chiusa e inserisco la modalità Go Kart che ben conosco sul modello a benza.
Tiro un po’ di più, come se affrontassi uno slalom gigante ed entro deciso in un paio di tornanti, diciamo un po’ più in spinta. La sensazione di surplus di potenza è identico e, colpo di scena, mi è piaciuto il sound che accompagna le accelerazioni, diverso ovvio, ma moderno, un po’ tipo, avete presente quando Star Treck va a velocità warp? Beh, se non lo avete presente è un qualcosa che ti prende, ti avvolge nella sua modernità. È diverso ovvio, ma sorprendentemente piacevole.
Ok, ma l’autonomia è un cruccio. Mi dicono 402 chilometri, sì ma se devo farne di più? “In mezz’ora puoi ricaricare fino all’80%”, mi fa eco l’istruttore di guida. Non essendo un mio problema di giornata, scorrazzo in lungo e in largo. Sono rimasto colpito, scendendo dalla strada del SuperG, per intenderci, verso la statale, quando, rilasciato l’acceleratore, non ho dovuto neanche frenare, arrivando all’incrocio. La macchina si è praticamente fermata da sola. Mi hanno spiegato che è il sistema di ricarica e che quindi scendendo verso valle avrei aumentato il range della batteria. Beh, bene! “E poi non ti devi più preoccupare delle pastiglie dei freni”, giusta considerazione fatta dalla mia ombra alla guida.
La trazione integrale e il baricentro basso, visto che il pacco batteria è sotto l’abitacolo e non hai il peso del motore che sbilancia i carichi, hanno reso ogni curva un vero piacere. La risposta immediata dell’acceleratore e la coppia che sale senza i colpi delle cambiate sono le stesse sensazioni che si ritrovano tirando le curve sugli sci, dove il gioco del baricentro e il tentativo di emulare lo stile di Alberto Tomba, 4×4 sugli sci ( a riuscirci…) ti fa sentire perfettamente tutt’uno con il terreno.
Certo, con la Mini non ho fatto quel paio di salti che ogni tanto ci piazzo in pista, in totale sicurezza o presunta tale, per ricordarmi che la mia anima è quella della Mini, ossia quella di un ragazzino, salvo poi ecco l’atterraggio a ricordarmi l’età che ho, ma i passaggi in neve fresca sono simili a quei tratti fatti sull’asfalto innevato con il totale controllo, più con la Mini che con gli sci.
Il #minigokartdays a Madonna di Campiglio è stata un’esperienza che ha superato le mie aspettative e le mie perplessità. Ho potuto unire le mie due passioni in un contesto straordinario, facendomi sedurre, è il caso di dirlo, dalla Mini Cooper E/SE, godendo delle meraviglie delle piste da sci e della giornata da cartolina.
Sì, sono ripartito un po’ più elettrico… Verrebbe da citare una celebre frase, modificandola un po’: sole, Mini, neve e sei in pole position!
Carlo Vanzini