
Prove e discese cancellate a Lenzerheide, la coppa è di Sofia Goggia
La neve che continua a cadere su Lenzerheide ha costretto gli organizzatori e la FIS a cancellare sia le prove che le discese odierne delle finali di Coppa del Mondo, pertanto la coppa di discesa, per la seconda volta nella sua carriera, va a Sofia Goggia, che la vince a tre anni di distanza da quella del 2018, anno in cui vinse la medaglia d’oro olimpica della specialità.
E’ la prima volta nella storia del Circo Rosa che due azzurre diverse vincono due coppe di specialità nella stessa stagione: l’altra è stata Marta Bassino in gigante. L’anno scorso le coppe di gigante e di combinata, oltre a quella generale, vennero invece vinte dalla stessa atleta, e cioè Federica Brignone.
Tanto rumore per nulla quindi per Sofia, che ha anche depistato alcuni addetti ai lavori facendo credere di essere da tutt’altra parte invece che a Livigno ad allenarsi per compiere un miracoloso recupero dall’infortunio di Garmisch-Partenkirchen, il maltempo ha risparmiato per fortuna a lei inutili rischi su una pista tra le più difficili del Circo Rosa e le ha regalato una coppa comunque strameritata, poiché nelle cinque gare da lei disputate ha raccolto un secondo posto e quattro vittorie, ma l’ha anche salvata dall’assalto delle svizzere Corinne Suter e Lara Gut, quest’ultima è ormai virtualmente fuori gioco anche per quanto riguarda la classifica generale nei confronti di Petra Vlhova.
Tra gli uomini il trofeo va, per il quarto anno consecutivo, allo svizzero Beat Feuz, che fa la storia eguagliando quello che fece Franz Klammer tra il 1975 e il 1978, unico prima di lui a vincere quattro coppe di discesa consecutive. Rimane il fatto che, per chi non l’avesse ancora capito, e gli unici sembrano essere proprio quelli della FIS, Lenzerheide, rimane una località completamente inadeguata, dal punto di vista del meteo, per far disputare in maniera regolare le finali di Coppa del Mondo: ne avevamo parlato qui. Anche se, ripetiamo, le coppe di Goggia e di Feuz sono strameritate.