
Polvere di città
Nell’immaginario collettivo per fare freeride o scialpinismo bisogna andare lontani, alla ricerca di pendii isolati da tutto. Ma ci sono le eccezioni. Come Innsbruck, dove a pochi chilometri dal centro si apre un incredibile ventaglio di percorsi di ogni difficoltà di Andrea Cappelletti
Chi pratica fuoripista e scialpinismo è spesso alla ricerca di itinerari nuovi, di paesaggi e pendii diversi, oltre che di neve abbondante e farinosa. Non si tratta di battere i propri record o cercare l’esasperazione di tecnica e prestazioni, ma di conoscere posti inediti, vivere esperienze da album dei ricordi. Innsbruck è in questo una meta privilegiata, perché offre a poca distanza dalla città un’infinità di varianti, zone sciabili da cartolina e davvero per tutti i livelli.
Freeride a portata di mano
Può sembrare strano rispetto all’immaginario collettivo, che associa la pratica del freeride ai lunghi viaggi in zone remote, lontane o lontanissime “da tutto”. Eppure, Innsbruck, al centro dell’arco alpino e facilmente raggiungibile in auto, treno, bus e aereo, può davvero dirsi una meta top per la powder.
Dalla città si raggiungono facilmente due zone davvero interessanti, mentre altre due sono a poco più di mezz’ora di strada. Quello che le accomuna, oltre alla vicinanza a Innsbruck, sono le spettacolari montagne tirolesi, con picchi sciabili dai 2.000 agli oltre 3.000 metri e l’attenzione volta alla sicurezza: puntuali informazioni su neve e valanghe, bollettini meteo, tracciati dei percorsi, checkpoint antivalanga e anche corsi Saac (snow & alpine awarness camps) gratuiti.
In bus dal centro città
Da qualsiasi punto di Innsbruck, incluso il Centro Congressi (dove il posteggio è gratuito), basta un tratto in bus per arrivare al trenino che porta alla funivia di Nordekette. Due tronconi e il gioco è fatto. La prima zona per godere della neve fresca è questa, dove troviamo il mitico canalone dell’Hafelekar, un must per ogni freerider che si rispetti. Con una pendenza del 70 per cento non si scherza, quindi è solo per veri esperti, meglio se accompagnati da una guida locale, magari della Tiroler Schischule.
Qualcosa di meno impegnativo? Ci sarebbe la variante Karinne, ma il tema è abbastanza simile: anche questo canalone ha pendenze bestiali. I cartelli in cima avvertono: in caso di caduta pericolo di morte. Attenzione…
Sulla montagna difficilmente sarete soli, in quanto è molto frequentata dai locali e a Innsbruck, si sa, sono nati tutti o quasi con gli sci ai piedi. Tanti però saranno in sosta al bar igloo Cloud 9, che si trova alla stazione intermedia. A meno che anche voi non vi facciate tagliare le gambe da qualche birra di troppo, troverete comunque spazio per lasciare le vostre tracce nella polvere.
Uno skibus porta gratuitamente su un’altra zona sciabile a ridosso della città, a meno di 20 chilometri dal centro: si tratta di Axamer Lizum. Qui le scelte sono molteplici grazie a 300 ettari a disposizione per tre diverse esposizioni, Nord, Nord Est e Ovest. La meta non è tra le più conosciute in Italia (per ora), ma ha già ospitato eventi internazionali del Freeride World Qualifier e ha ottenuto 5 stelle da uno dei portali di riferimento in Europa, skiresort.de. Anche per i più allenati, la zona merita più di un giorno per essere esplorata: ci si può esaltare in neve fresca su 5 ski-route segnalate con oltre 10.000 metri di dislivello.
Sempre più in alto
Il ghiacciaio di Stubai non ha bisogno di presentazioni. E’ più esteso di tutta Europa e si scia da ottobre a giugno. Raggiungibile in appena 45 minuti da Innsbruck, la funivia Eisgratbahn o la cabinovia Gamsbarten portano a un paradiso di percorsi. 13 quelli tracciati, dai nomi altisonanti come Hidden Valley o Hard Rock. Tutto è illustrato in una mappa e si possono scaricare anche le tracce Gps.
Ma non è tutto. A Stubai si tengono di frequente eventi specifici per gli amanti del fuori pista: oltre ai già citati camp Saac, sono in programma anche quest’inverno i divertenti Family Days e, per le ragazze, i Kästle Ladies Days. Grazie a corsi dedicati, c’è inoltre la possibilità di avvicinarsi allo Splitboard, che è simile allo snowboard, ma con la tavola che si divide a metà per la salita in scialpinismo.
Küthai è un vero e proprio passo collocato a oltre 2.000 metri di quota, che congiunge la Öztal da una parte e Innsbruck dall’altra; si trova a circa 40 minuti e lo skibus è sempre gratuito. Küthai è apprezzata anche dai ciclisti in estate. Ma è l’inverno la stagione in cui la località si anima maggiormente, per diventare il ritrovo preferito degli amanti della polvere, che siano alle prime armi oppure in cerca di dislivelli severi.
Le montagne circostanti sono tutte sciabili, ce n’è per tutti i gusti, compresi vostri, con 400 ettari a disposizione. Küthai è perfetta per il livello intermedio, con fuori pista semplici da raggiungere con gli impianti e un dislivello massimo di 600 metri. E’ un posto comodo, nel senso che non si perde tempo negli spostamenti o negli attraversamenti e si può scegliere, a seconda delle condizioni e dei momenti della giornata, un versante del passo o quello opposto.
Scialpinismo: l’imbarazzo della scelta
Intorno a Innsbruck le possibilità di partire con le pelli è praticamente infinita. L’offerta non è limitata agli appassionati locali, o alle guide, perché un grande repertorio di informazioni sulle escursioni è disponibile a tutti, anche online. Sul sito di Innsbruck sono infatti indicati numerosissimi percorsi, con indicazioni precise e contatti del punto di partenza, informazioni sulle difficoltà dei tracciati, profilo altimetrico, mappa, dislivello, punto più elevato, lunghezza. È possibile scaricare la traccia Gps e trovare anche descrizioni di ogni percorso consigliato.
La scelta è davvero varia: oltre 70 itinerari che si sviluppano su circa 300 chilometri di pendii, tra cui la maggioranza di media difficoltà, 6 percorsi facili e una decina classificati come difficili. Problemi con la lingua tedesca? Il sito è disponibile anche in italiano. Sul portale è inoltre online una ricca pagina sul servizio protezione valanghe con il bollettino quotidiano di Tirolo e Alto Adige.
Nello scialpinismo in particolare, preparare la gita è fondamentale, quindi questi strumenti permettono non solo di godersela in anticipo, pregustando il piacere di giornate uniche, ma anche di essere perfettamente informati e consapevoli del ventaglio di opportunità a disposizione.
Se non ve la sentite di avventurarvi senza essere accompagnati, potete affidarvi alle scuole sci della zona; tutte sono organizzate anche per lo scialpinismo. Oltre alle guide, spesso sono in grado di noleggiare anche l’attrezzatura. Inoltre, ci si può affidare a centri specializzati, come la Snowsport Guiding Tyrol e la Alpinschule Innsbruck, che organizzano per gli esperti anche tour di più giorni.
Box – Consigli per la polvere…
Oltre a informarsi sulle condizioni meteo e della neve, scegliere itinerari alla propria portata e valutare il rischio valanghe, equipaggiarsi al meglio e saper usare la propria attrezzatura, ecco qui alcuni consigli per affrontare una giornata in neve fresca.
– Cercare una posizione centrale-avanzata, con le braccia in avanti: leggere un quotidiano bene aperto è l’immagine che rende l’idea. Non è positivo, come magari si diceva in passato, stare arretrati. Si fa molta più fatica e si ha meno controllo degli sci, soprattutto sul ripido. Con gli sci di oggi, non ci sono problemi di sprofondare con le punte.
– Piantare il bastoncino. Sembra banale, ma favorisce la centralità e aiuta a tenere il ritmo, con curve più regolari.
– Tenere i piedi vicini, in modo che gli sci creino quasi un tutt’uno, senza comunque toccarsi. Questo contribuisce alla migliore gestione delle curve e favorisce il galleggiamento. Permette anche di lavorare con le gambe all’unisono, evitando troppa indipendenza e squilibrio di pesi.
– Controllare sempre la velocità. Chiudere le curve non è sempre facile in neve fresca, ma se si va troppo in direzione della massima pendenza, la conseguenza è di accelerare eccessivamente e di perdere il controllo. Si deve cercare un allontanamento degli sci in laterale rispetto al baricentro, piuttosto che una presa di spigolo. L’idea di spingere fuori le code, come si farebbe nelle gobbe, è la cosa migliore da fare per tenere la velocità sotto controllo.
– Poco alla volta. In fuoripista la prestanza atletica è importante, ci vogliono forza e resistenza. Meglio quindi affrontare sezione per sezione, fermarsi, riposare un attimo, ripartire. Soprattutto se la propria tecnica è in evoluzione e non si è super allenati.
– Rispetto del pendio. Neve fresca, pendio intonso o quasi: pensate a non rovinarlo subito. In concreto, fare una traccia regolare, quando possibile stare paralleli e vicini alle altre tracce. Così il pendio sarà bello da sciare anche per chi arriva dopo: magari anche per la vostra discesa successiva. Il fuoripista è ancora più bello se si può approfittare al meglio della neve fresca.
Scialpinismo: andare con le pelli
Per fortuna non sono più come agli albori, di origine animale, oggi vengono realizzate in pelo sintetico oppure din sintetico e lana. Le pelli sono indispensabili per la salita, in quanto permettono agli sci di aggrapparsi alla neve senza scivolare: le fibre scorrono in avanti, ma fanno presa nel senso opposto. Si appiccicano sotto le solette grazie a della colla, e spesso hanno dei ganci, perché tengano al meglio la posizione. Ovvio che arrivati in cima vadano tolte dalle solette e arrotolate; occupano uno spazio limitato nello zaino. Attenzione ad asciugarle bene dopo l’uso, in caso si debbano poi riutilizzare dopo la discesa: se bagnate faranno infatti più fatica ad aderire allo sci.