
La nozione del “qui ed ora” nello sci alpino
[…] operare nel “qui ed ora” significa dare il meglio di quello che si è, o che si ha, piuttosto che cercare di dare quelle cose bellissime che non si hanno.
Sono molte le pratiche di life coaching e di coaching sportivo che sottolineano l’importanza del “qui ed ora”.
Ma sono anche molti i tecnici che fanno ricorso a questa immagine, per esortare l’atleta, o l’allievo, ad essere concentrato sullo specifico dell’azione, o su parti d’essa, se in apprendimento – ovvero in “addestramento”, secondo il lessico del settore; lessico che, pure, andrebbe sottoposto a revisione critica, essendo il termine in oggetto propriamente riferito all’addestramento animale e in passato a quello delle persone con disabilità cognitiva.
In genere la nozione del “qui ed ora” è evocata in modo aspecifico e facendo affidamento sulla sua immediatezza intuitiva.
Essere nel “qui ed ora” significherebbe, appunto, essere assolutamente presenti a se stessi, evitando slittamenti mentali, sul piano temporale, non funzionali allo svolgimento del compito.
Pensare quindi al risultato della prestazione, sia in termini negativi che positivi, non permetterebbe di focalizzare sul compito e di favorire l’ingresso nella flow zone.
Sono molte le pratiche di mental training finalizzate a rafforzare il grado di consapevolezza e di “centratura” nel qui ed ora della situazione concreta. Tra queste, solo per citarne una, la Mindfulness, intesa come atto di porre attenzione in un modo particolare, intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante (J. Kabat-Zinn).
Si tratta perciò di uno stato mentale che porta la persona a prestare attenzione a ciò che percepisce, pensa, prova, senza giudicarlo, ossia senza reagire o cercare di modificare e scacciare pensieri, emozioni, sensazioni.
Per raggiungere questo stato è necessario allenare la capacità di porre attenzione al momento presente, al qui ed ora, imparando ad accettare ciò che attraversa la propria mente e ciò che viene percepito.
Ogni pratica del mental training sportivo è finalizzata, di fatto, a raggiungere un obiettivo analogo, anche se a volte espresso in modi diversi: l’ansia da prestazione non è altro, appunto, che uno slittamento temporale assolutamente arbitrario e ipotetico, tendenzialmente negativo, sugli esiti della prestazione.
La paura di sbagliare, di non essere all’altezza del compito, di fare brutta figura, di apparire meno bravi di quello che si pensa di essere, ecc. sono solo alcuni dei retropensieri che precedono e accompagnano l’ansia da prestazione.
Risulta evidente, quindi, come la capacità di focalizzare sul compito, di sospendere il giudizio, di nutrire convinzioni funzionali alla gestione del compito (self-talk positivo), siano strategiche per l’ottimizzazione della performance sportiva, ma più in generale per rafforzare la consapevolezza di sé, l’autostima e il senso di autoefficacia.
Indico infine, ma non secondariamente, che l’essere nel “qui ed ora” non è solamente un’abilità che riguarda l’atleta e l’attività agonistica, ma anche un requisito della vita adulta; infatti, l’essere adulti, è qualificato da almeno due componenti: la prima, essere in grado di farsi carico delle proprie difficoltà e risolverle, la seconda, appunto, essere capace di stare nel “qui ed ora”.
Enrico Clementi – Educatore, Formatore, Consulente e Trainer educativo https://enricoclementi.it/
Autore de: L’allenamento mentale nello sci alpino. Prospettive e strumenti dal mondo dell’educazione (BMS, 2020) http://www.bmsitaly.com/prodotto/allenamento-mentale-nello-sci-alpino/
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