
Carvando sulla Porta d’Oriente
Il Libano è un Paese straordinario, ricco di contrasti, dove non mancano neppure le stazioni sciistiche, come quella di Mzaar Ski resort, a poco più di un’ora di macchina da Beirut. 80 chilometri di piste che si snodano da 1850 metri fino a 2.465, circondate da hotel per tutte le tasche (anche a 5 stelle) e da un gran numero di bar e ristoranti di Monica Conforti
Le grandi passioni hanno spinto l’uomo da sempre alla scoperta di nuove destinazioni, di paesaggi e culture diverse in un altalenarsi fra divertimento e curiosità. Seguendo questa “pista” abbiamo voluto proporvi per un viaggio straordinario con gli sci niente di meno della “ porta d’Oriente”: il Libano.
Un Paese certamente tormentato che, ancora oggi, ha conservato nelle sue tradizioni i costumi dei popoli che nel corso degli anni sono approdati su questa lingua di terra affacciata sul Mediterraneo: Fenici, Greci, Romani, Arabi, Turchi, che hanno contribuito a dar vita a un dinamismo che oggi più che mai contraddistingue il Libano a livello letterario, artistico e architettonico. Ma anche sportivo. E dunque non c’è da stupirsi se sulle sue montagne ci siano località sciistiche di tutto rispetto.
La pratica dello sci in Libano diventa popolare nel 1930 e negli anni ‘50 arrivano le prime seggiovie nella zona dei Cedri. Attualmente, nel Paese si contano sei stazioni aperte da metà dicembre fino ad aprile, sempre neve permettendo. Parliamo di posti particolari perché, grazie alla collocazione e alla conformazione del territorio libanese, ci si può permettere di sciare la mattina e di nuotare nelle acque del Mediterraneo di pomeriggio: le piste, infatti, distano in media meno di due ore dal mare, spesso visibile anche dagli stessi impianti di risalita.
Per questo articolo abbiamo scelto il comprensorio di Faraya Mzaar, recentemente ribattezzato in Mzaar Ski resort. Situato nel cuore del Monte Libano, dista 46 chilometri da Beirut ed è raggiungibile dall’aeroporto in circa un’ora e 20 di auto. Basta seguire l’autostrada costiera fino al fiume Dog e dopo il tunnel svoltare a destra, verso Zouk Mosbeh. Da qui si prosegue sulla strada principale che attraversa i villaggi di Jeita, Ballouneh, Feytroun e Faraya fino ad arrivare a Mzaar Ouyoune El Simane a Kfardebian.
La skiarea dispone di 42 piste dislocate su 80 chilometri di tracciati, che partono da 1850 metri e raggiungono i 2465 metri di Mzaar, da dove si può godere di una straordinaria vista sulla valle della Bekaa, il Monte Hermon dell’Anti Libano e altre splendide vette, come Laqlouq e i Cedri. Insomma, una ski area di tutto rispetto, caratterizzata da tracciati che si snodano in spazi aperti; non troverete certo fitti boschi di pini o abetaie, ma fra una discesa e l’altra si potrà godere anche di belle linee per spararsi qualche fuoripista.
Le piste più facili si trovano nella parte bassa, mentre per affrontare qualche pendenza interessante, occorre portarsi in alto. Si passa dalle seggiovie Baby 1 o Michey, che servono tracciati ideali per i più piccoli, con pendenze del 10 per cento, a percorsi intermedi, come quelli serviti da la Refuge e Vallon, che servono le classiche rosse fino ad arrivare a pendenze superiori al 33 per cento, con La Cabane.
Sono tre le montagne da cui ci si può affacciare dalla stazione d’arrivo dei diversi impianti: Domè de Wardè, Domè jabal Dib e Domè du Mzaar, da dove, se la giornata è tersa, lo sguardo spazia fino a Beirut. Ristoranti e rifugi non mancano: sarà sicuramente interessante fermarsi per un’oretta di relax gambe sotto il tavolo e non trovarsi sul menù il panino con la salamella o il piatto di pizzoccheri, ma gustarsi un saporito piatto di carne d’agnello e verdure dal profumo di spezie. Gli impianti sono in funzione dalle 8 della mattina fino alle 15.30 nei giorni feriali e fino alle 16 nei fine settimana, con soluzioni di skipass che vanno dal pomeridiano, che ha inizio alle 12, al mattutino e al giornaliero. E si può decidere di pagare lo skipass anche solo per un’area limitata del comprensorio. Il costo per il giornaliero è di 34 dollari.
Chi preferisce farsi accompagnare trova sul posto sia maestri di sci sia guide per “scortarvi” lungo i tracciati. Nessun problema per quanto riguarda la lingua. L’inglese e il francese sono quasi di uso comune.
Dormire e mangiare
Faraya Mzaar dispone di varie soluzioni di alloggio, che accontentano davvero tutti: dagli hotel 5 stelle con tanto di Spa e centro termale a 3 stelle di buon livello, per arrivare ai piccoli chalet. Fra tutti non potevamo non segnalare l’Inter Continental Mzaar Hotel and Spa, un 5 stelle costruito proprio alla partenza degli impianti, con 131 fra camere e suite. La struttura è funzionale e dispone di ampi spazi; per pranzo e cena nessun problema, si passa dalla cucina internazionale a quella tipica locale. Da provare l’area Spa. In questi Paesi la cura del corpo e l’arte dei massaggi sono di casa da secoli.www.ihg.com.
Per quanto riguarda i ristoranti, ecco alcune alternative a quelli dell’hotel. Per uno piatto veloce sulle piste, lo Snach Jonction va benissimo. Per coloro che cercano un ristorante a la carte, Chez Mansour o l’Hotel Chateau d’Eau. Se invece si punta, giustamente, alla squisita cucina libanese, da non perdere Nahr El Hawa, Min Tourathna Jisr el Kamar. E per coloro che cercano notti senza fine le insegne da cercare sono quelle dell’Epinoche, del Kayal o del Lights.
Sosta obbligata sono Le Therme di Mzaar: più di 1200 metri quadrati con idroterapia e servizi benessere, che garantiscono un relax davvero unico. Le Therme danno anche consulenza per diete personalizzate e trattamenti benessere e rieducativi, spesso basati sulle antiche filosofie mediorientali.
Qualcosa da fare
Chi arriva in Libano non può limitarsi a sciare. Una visita a Beirut è di dovere, come pure un tour alla scoperta di splendidi siti che l’Unesco ha inserito nel patrimonio dell’umanità. Parliamo di Anjar, nella valle della Bekaa, centro archeologico di notevole importanza; l’antica città Romana di Baalbek e, ancora, Byblo, Tiro, a cui si aggiungono la Valle sacra e la foresta dei Cedri di Dio dove storia e cultura si fondono con il cammino di un popolo e le sue credenze.
A Beirut da non perdere il National Museum, che è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17, dove si può ripercorrere la storia locale anche supportati da una sala audiovisiva. www.beirutnationalmuseum.com/
Altra sosta interessante è alla Mohammad Al Amin Mosque, situata in centro città. E’ stata fatta costruire tra il 2002 e 2007 dal primo ministro libanese Rafik Hariri e inaugurata da suo figlio Saad Hariri nel 2008. Questa moschea s’ispira a quella Ottomanna del Sultano Ahmed di Istanbul ed è uno spazio dedicato non solo alla preghiera ma anche all’incontro e all’istruzione.
Vale la pena visitare anche il Museo Sursock, noto anche come Nicolas Ibrahim Sursock Museum con un’importante raccolta di opere d’arte moderna e contemporanea. Un modo originale per apprezzare ancora di più i forti contrasti fra storia antica e il cambiamento sotto il profilo artistico. L’edificio che ospita il Museo è una villa Ottocentesca con influenze architettoniche italiane. Moltissime le mostre organizzate nel corso dell’anno da artisti libanesi e internazionali. https://sursock.museu
I sapori del Libano
Si tratta di una cucina estremamente varia e influenzata dalla tradizione arabo-musulmana, che vede fra i piatti principali la carne di agnello, la frutta e la verdura di stagione, l’utilizzo di mandorle, mentre come condimento non manca quasi mai l’utilizzo del limone. Come in altri Paesi orientali troviamo anche qui l’hummus (purè di ceci con semi di sesamo) e le falafel (polpettine di fave che sono ben note anche in Italia nei vari ristoranti etnici). Zuppe di lenticchie e legumi sono sempre presenti, così come il piatto tipico, il tabbooleh, ovvero un’insalata a base di prezzemolo, pomodoro burghul, erbe aromatiche e spezie, che viene servita fredda. Altro piatto tipico della cucina libanese è il Kibbeth (polpette di carne stufata con spezie e fritte). Ogni pranzo ha per dessert lo yogurt.
Tra le bevande è diffuso l’araq, un liquore d’anice e uva. Tra i dolci ricordiamo la torta “corna di gazzella”, a forma di mezzaluna, che nel mondo arabo viene offerta agli ospiti in segno di deferenza. Per finire, dovete sapere che il vino locale è ottimo. Il Libano, infatti, vanta vigneti che trovano le loro origini dal tempo dei Fenici, circa 4 mila anni fa.
Cultura a porte aperte
Beirut segna il ritmo e così ecco che i costumi arabi si alternano con quelli occidentali senza creare attriti. Suq e discoteche convivono, come pure le tradizioni dei rituali dei bagni turchi affinacate ai grattacieli supermoderni che osservano dall’alto i capolavori delle antiche moschee. Dopo la difficile guerra che ha inflitto dolore e devastazione, la ripresa è avvenuta ed ecco che ritorna a crescere l’interesse verso numerosi festival internazionali, come il Festival di Ba’labakk, Biblo e Beiteddine
Cosa bisogna sapere
Per andare in Libano basta il passaporto. La moneta più usata è il dollaro e se volete crearvi il vostro viaggio ad hoc, basta affidarsi a www.skileb.com; il portale è l’ingresso on-line per tutte le prenotazioni di vacanze di sci in Libano per individuali e gruppi.