
Carvare ai piedi del vulcano
E’ uno spettacolo unico. Scendere con alle spalle gli sbuffi di fumo che escono dal cratere e davanti il mare del Golfo di Catania. Siamo sull’Etna, dove ci sono 2 piccoli comprensori e dove, neve permettendo, il divertimento è assicurato anche per freerider e scialpinisti di Monica Conforti
Una magia. Sciare lungo i fianchi di un vulcano attivo dove la neve si appoggia sopra al cuore incandescente della Terra. Per i più romantici, una sensazione di brivido sotto gli sci che si perde negli spazi aperti con lo sguardo che arriva fino alla costa. Sull’Etna tutto questo è possibile sui due comprensori di Nicolosi e di Piani di Provenzana. Poche piste, sia chiaro, ma immerse in un ambiente davvero unico.
Nicolosi è la ski area di maggiori dimensioni. Posizionata sul versante sud del vulcano, ha gli impianti che si sviluppano dai 1.910 metri fino ad arrivare ai 2700 metri, in località Montagnola. Da qui, rivolgendo lo sguardo verso il vulcano, si ammirano i crateri sommitali, con il cratere di sud est e il cratere centrale, chiamato anche Bocca nuova e l’impareggiabile vista sul Golfo di Catania.
E le piste? Sono 4: una blu e 3 rosse servite da una telecabina a sei posti, una seggiovia biposto e da 3 skilift. Nicolosi è una delle mete preferite e meglio attrezzate in quanto, grazie alla cabinovia, è diventato un punto di partenza per visitare i crateri sommitali dell’Etna e godere di una vista mozzafiato.
Rimanendo nei tracciati, ecco che lo skilift Capannina permette di scendere su una rossa abbastanza impegnativa, che punta diretta lungo la linea dei piloni della funivia: particolare interessante è che la pista è stata tracciata sulla lava lasciata dalle eruzioni del 2001/2002. Se si tiene la sinistra ci si può collegare a un’altra rossa, la Comunale della funivia.
Utilizzando la funivia dell’Etna, che in verità è una cabinovia (distrutta per ben cinque volte dalle eruzioni) si arriva dal Rifugio Sapienza fino alla Montagnola, in 15 minuti, da dove partono le altre rosse. Una discesa molto gettonata è quella che si snoda per circa quattro chilometri ed è caratterizzata da diversi cambi di pendenze; un tracciato molto mosso e divertente.
Vale poi la pena concedersi una sosta per gustare la cucina tipica locale. Il consiglio è di fermarsi alla base della funivia a La Terrazza dell’Etna oppure a La Cantoniera. Dopo continuare a sciare non sarà semplice. Per coloro cher vogliono rimanere in quota, Rifugio Sapienza non vi deluderà.
Spostiamoci adesso a nord, sulla skiarea di Piani di Provenzana/Linguaglossa, che si sviluppa fra i 1.800 e i 2317 metri di quota. Qui gli ambienti sono meno aperti e la vegetazione gioca un ruolo importante. Il comprensorio è servito da una seggiovia quadriposto e da tre skilift, che danno accesso a cinque piste rosse e a due blu. L’esposizione favorisce la stazione e richiama gli sciatori da tutta l’isola.
Ci si trova proprio sulla pineta di Provenzana, che dona all’area un aspetto “quasi” alpino, ma con vista sul Mar Ionio: uno spettacolo! E non preoccupatevi se dai 3300 metri del cratere nord est continuano a uscire sbuffi di fumo. E’normale e vi accompagneranno tra una curva e l’altra.
Una delle piste blu, la Tanaurpi, si raggiunge con la seggiovia Puchoz: il tracciato è stato totalmente ridisegnato nel 2007 dopo l’eruzione del 2002. E’ l’ideale per chi inizia o per chi si vuole godere il paesaggio e oltretutto, vista l’esposizione, spesso è l’unica pista che rimane aperta anche nei momenti di poco innevamento.
Dal rifugio Monte Conca si sale sull’omonima sciovia che prende il nome da un cratere spento a forma di conca. Se la neve è ghiacciata la pista non è delle più semplici, soprattutto nella prima parte, poi il pendio tende ad addolcirsi. Due le varianti: una a destra e l’altra a sinistra dell’impianto. Lo skilift dispone, neve permettendo, di uno sgancio intermedio (denominato ottavo pilone) per gli sciatori meno esperti e i bambini.
Dall’arrivo dell’impianto è possibile raggiungere lo skilift Coccinelle, oppure l’Anfiteatro, da cui partono due rosse (una è omologata Fis). Sono tracciati caratterizzati da un ampio muro iniziale “vista mare” e da alcuni canaloni che solcano i fianchi del vulcano. Dalle piste Anfiteatro è possibile ridiscendere sul tracciato di Monte Conca e, in caso di collegamento attivo, alle Coccinelle passando per una linea stretta e ripida, dove è meglio non guardare troppo il panorama circostante.
I punti di ristoro non mancano, come il Ristorante Monte Conca, situato alla base della pista o in basso, al parcheggio, il Bar Mareneve, ideale per uno spuntino veloce, come pure il bar la Provenzana.
Sci alpinismo e freeride
Vista la quota dell’Etna, 3.343 metri e il raggio di 20 chilometri che gli conferisce la classica forma conica, ogni versante è buono per andare in “fresca”. Con le pelli sotto gli sci, l’area dei quattro crateri è facilmente raggiungibile sia dal versante sud sia da quello nord. Basta solo guardarsi intorno e scegliere in base alle condizioni la salita e la discesa che si vuole intraprendere. Per coloro che amano solo scendere, nessun problema. Si può farsi accompagnare dal gatto delle nevi o utilizzare la funivia per arrivare in quota, da dove spostarsi e poi puntare gli sci a valle.
Per gli amanti del fuoripista (accompagnati magari dalle guide locali), da non perdere il famoso Canalone degli Svizzeri. Non ha nulla da invidiare alle Alpi!
Per le escursioni di freeride e di scialpinismo, l’associazione Etnasci propone tour guidati e dedicati a ogni livello di sciatore. I tour prevedono itinerari con l’utilizzo delle pelli o, eventualmente, delle sciovie o del gatto delle nevi per facilitare l’ascensione per i “più pigri”. www.etnasci.com